Saturday, March 24, 2007

Francia e identità: Bayrou alza il sopracciglio


"Basta con la nevrosi identitaria", dice il centrista Bayrou, intervenendo in queste ore nel dibattito scatenato in Francia da Sarkozy. Il candidato del centrodestra aveva parlato di "fierezza di essere francese" e di amore verso "la storia di Francia": suscitando prima le ire della sinistra ("ignobile!") e poi la spudorata scopiazzatura della sua avversaria socialista, Segoléne Royal, che si è accodata nell'invitare i Francesi a "conoscere la Marsigliese" e a "riscoprire il Tricolore". (Leggi).

Bayrou sembra seguire una tattica diversa. Non mostra scandalo, ma fastidio; non si arrocca ma si annoia (o finge di farlo). E' la noia postmoderna del centro (sinistra) europeo: e non a caso lo stesso Bayrou dice che questa attenzione identitaria "non assomiglia al Paese che conosco", ma semmai "alla società americana". Insomma, parlare di valori, di scelte, di identità, non è europeo, non è moderno.

E' quindi Bayrou il vero avversario ideologico della scintillante campagna sarkozista, (data la vacuità della proposta della Royal): e cioè l'europeismo bayrouiano, nel senso deteriore, burocratico, politicamente corretto, minimalista, che più che incazzarsi alza un sopracciglio; che in nome della "modernità" si dimentica l'attualità.

"E' come se i temi di Le Pen stessero invadendo lo spirito di quei due candidati. Ebbene, non invadono il mio", spiega Bayrou. Quello che forse gli sfugge è che quei temi hanno invaso lo spirito di alcune decine di milioni di Francesi.

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