Monday, April 14, 2008

Stasera su Canale Italia


Questa sera a partire dalle 23 interverrò telefonicamente alla trasmissione di approfondimento elettorale di Canale Italia, condotta da Luigi Bacialli, per commentare il voto a Cortina d'Ampezzo e nel Nordest.

Intanto arrivano i primi exit-poll che sembrano confermare l'impennata della Lega e il modesto risultato della Sinistra Arcobaleno, dati previsti correttamente su questo blog poche ore fa.

Il voto cala ma soprattutto in certe zone

Abbozziamo un'analisi. Alle 22, l'affluenza è in calo del 4,0% come media nazionale rispetto al 2006 (dal 66,5% al 62,5%). Presumibilmente andiamo verso un calo finale del 5-6%, cioè un'affluenza intorno al 78% (contro l'83,6% del 2006).

Il calo è più vistoso nelle regioni centrali e nordoccidentali: Piemonte -4,8, Liguria addirittura -6,0, Emilia Romagna -4,9, Toscana -4,7, Umbria -4,0, Marche -4,8, Lazio -5,1, Abruzzo -4,3, Sardegna -5,5. Meno accentuato, invece, nel lombardo-veneto (Lombardia -3,1, Veneto -4,0), dove a uno sguardo veloce mi sembra che cali poco nella fascia pedemontana (Treviso, Vicenza, Verona, Brescia, Bergamo, Monza, Milano, Sondrio) mentre l'affluenza scende maggiormente nella "bassa", da Rovigo a Venezia a Cremona e Mantova. Crolla in Friuli Venezia Giulia (-5,4), ma soprattutto a Gorizia e Trieste, meno a Udine e Pordenone.

Calo nettamente più contenuto della media nazionale anche al centro-sud (Campania -3,6, Puglia -3,4, ma non in Calabria e Basilicata, dove invece siamo intorno al -5%) e in Sicilia, che tiene molto bene, anzi quasi non subisce una diminuzione significativa (-1,2%).

Qualsiasi genere di previsione è puro azzardo, quasi astrologia; ma se i dati dovessero essere confermati alle 15 di lunedì, sembra mancare maggiormente il voto nelle aree dove è forte la sinistra antagonista, e tenere maggiormente nelle zone leghiste del nord, e in quelle più moderate del centrosud. Questo è il quadro che vedo io, la mia lettura degli astri, e mi sono già esposto fin troppo.

Friday, April 11, 2008

Ho visto Juno

In un cinema bellissimo sulla Salaria, coi lampadari e le poltroncine di una volta (un po' scomode, ma non importa). Film bello con musiche bellissime. Storia della giovinezza e della vita che si fa largo con la sua irruenza e la sua felice inconsapevolezza. Sulle porte a vetri del cinematografo c'erano i tuorli e gli albumi lanciati dai soliti, nel pomeriggio, ai malcapitati che andavano a vedere il film. Qualche ora prima si era tenuta là la chiusura della campagna elettorale della lista pazza, presente Giuliano.

Un film prudente e affettuoso, leggero ma non superficiale, morale ma non moralista. C'è sempre un fiore che sorge nel pattume degli American Psycho e del distruttivismo sociale. Andate e vedetelo e moltiplicatevi.

Wednesday, April 09, 2008

Identità sudtirolese

Ho aggiunto il link a un sito di un ex compagno di classe, Matteo Pozzi. Matteo fa politica adesso, con la Lega. L'avevo lasciato che discuteva coi miei compagni (e con me) di Oriana, delle elezioni, dell'America e dell'Islam... Matteo non ha rinnegato le sue passioni, e infatti sul suo sito un bel riferimento alla Fallaci, alle sottomissioni al fanatismo, alla guerra al fondamentalismo islamico c'è ancora. Ma il sito racconta qualcos'altro, è un atto d'amore per una terra, l'Alto Adige, che Matteo ha adottato integralmente, da bolognese che era: "il mio Südtirol... non vedo l'ora di tornare fra i monti", scrive. Scherzando, quando l'ho visto in televisione raccontare la sua storia, ho detto che mi sembrava una pazzia lasciare tortellini lasagne e passatelli per quei boschi abitati da gente che a noi Italiani non ci ha mai troppo amati; ma queste sono mie provocazioni, e le vicende e i percorsi degli altri seguono dinamiche estranee alle nostre idee personali. Vedremo cosa farà Matteo, che ha appena cominciato, di questa sua nuova militanza che coincide anche un po', forse, con una nuova identità. Intanto, in bocca al lupo.

Tuesday, April 08, 2008

San Lorenzo

“Fratello, tra un quarto d’ora in piazza a San Lorenzo”. Un sms e stasera si esce con Vanni, con gli strani personaggi suburbani che si porta dietro, con la sua ragazza molisana, Vincenza, che ride e piange con la grazia luminosa di una madonnina del meridione. Quando esco di casa il garzone del bar/chiesa/sala raduni/pizzeria della comunità filippina che ha preso sede accanto al mio portone ha tirato fuori una seggiola e si è seduto a fumare, contemplando la piccola strada angusta, i suoi spazi sordi e grigi. Dalla Prenestina arrivano attutiti i rumori delle automobili in coda. Salto in macchina. Questa sera la fidanzata di Vanni piange e ride più del solito, nel pieno di una sbornia malinconica ha ritrovato il suo ex: lei lo tradì col suo migliore amico, un errore, sì, ma crudele, infame, e così con la schiena curva sotto il peso del senso di colpa la ragazza ascolta i rimbrotti e le amarezze di lui, gridati nel mezzo di un locale di San Lorenzo. Vanni intanto balla, agitando la testa e con essa i folti capelli, gli occhi quasi chiusi, i gomiti puntati avanti e indietro e poi in fuori e in dentro, mimando movimenti e gesti con la serietà di chi fa una cosa per sé, di chi porta avanti un compito, un ruolo esistenziale. Vanni balla da solo; e anche se vive in mezzo alle cose, in mezzo a Roma, in mezzo alla strada, quel ragazzo alto e prestante, con la vocina un po’ stridula che sembra quella di un altro, ha trovato il suo orwelliano ventre della balena, la sua insofferente estraneità al mondo. Un modo di schivare i macigni che stanno sulla via, o se vogliamo di calciare lontano certe domande troppo pesanti che ci ronzano intorno appena cominciamo a crescere, e quindi a soffrire.

Vanni balla da solo, e così blandisce la mia solita timidezza, quella che mi porta a buttarmi in pista sempre per ultimo, allora stavolta ballo anche io un po’ in solitaria, sbronzo come sono, brandendo la Ceres come lo scettro mistico di uno sciamano. Lì vicino c’è Tobias, un amico loro, gay, molto gentile, mezzo brasiliano e mezzo tedesco, mezzo esteta e mezzo nazista. Vanni mi ha raccontato di quella volta che mentre stavano con alcuni amici toscani tutti rossi e filopartigiani Tobias da ubriaco fece il suo doppio outing, lasciandoli muti e sconvolti: “viva Hitler, abbasso gli Italiani traditori del popolo tedesco, e comunque a me piacciono i maschi!”. Un appello assurdo, grottesco, e insieme serissimo, disperato, come forse solo un finocchio può fare. Ora sta là al banco, mite e divertito, pilucca qualcosa, dei salatini, mentre gli occhialetti traballanti gli pendono sul naso leggermente adunco. Da un anno e passa lavora in Italia, a Roma, “l’unica capitale europea dove potrei vivere tutta la vita”, dice. Prima ci avevo parlato un po’, scoprendo che conosce Cortina, e passi, ma che anche Bassano, Schio, Trieste non gli sono estranei. Ama l’Italia e la sua letteratura, anche quell’Aldo Busi che avevo incontrato nel pomeriggio sul 492, mentre parlava cafone al telefonino, a tutto volume. “E’ una checca isterica, Aldo Busi”, dice Tobias.

Vanni continua a ballare, ma ora Vincenza singhiozza, il suo ex deve averle detto qualcosa di brutto. Ce ne andiamo. Poi scopriremo che le ha fatto dei ricatti morali un po’ meschini, ma Vanni è severo, “adesso piange sulle stronzate che ha fatto lei stessa”, dice mentre ci incamminiamo sulla via di San Lorenzo, Vincenza poco più indietro che si fa consolare da Tobias. “Perché sai, io sono tanto sensibile...”, la sento dire. “Io no, a me piace il buco”, risponde Tobias con ammirevole onestà.
Pezzi scombinati e quasi surreali di una notte di primavera a Roma, che si compongono e scompongono con allegra casualità, che salgono liberi verso il buio, mentre il mondo di fuori è remoto e dimenticato.

Sunday, April 06, 2008

Who reads what

1. The Wall Street Journal is read by the people who run the country.

2. The Washington Post is read by people who think they run the country.

3. The New York Times is read by people who think they should run the country.

4. USA Today is read by people who think they ought to run the country but don't really understand the Washington Post. They do, however, like their statistics shown in pie chart format.

5. The Los Angeles Times is read by people who wouldn't mind running the country, if they could spare the time, and if they didn't have to leave LA to do it.

6. The Boston Globe is read by people whose parents used to run the country and they did a far superior job of it, thank you very much.

7. The New York Daily News is read by people who aren't too sure who's running the country, and don't really care as long as they can get a seat on the train.

8. The New York Post is read by people who don't care who's running the country, as long as they do something really scandalous, preferably while intoxicated.

9. The San Francisco Chronicle is read by people who aren't sure there is a country or that anyone is running it; but whoever it is, they oppose all that they stand for. There are occasional exceptions if the leaders are handicapped minority feminist atheist dwarfs, who also happen to be illegal aliens from ANY country or galaxy as long as they are Democrats.

10. The Miami Herald is read by people who are running another country but need the baseball scores.

11. The National Enquirer is read by people trapped in line at the grocery store.

Wednesday, April 02, 2008

Milano e Verona, le convulsioni del cattolicesimo padano

A Milano la Curia critica gli sgomberi dei campi Rom abusivi effettuati dal Comune in zona Bovisa (link all'articolo non firmato, sul sito molto moderno e sofisticato della diocesi). "Si sta scendendo abbondantemente sotto i limiti stabiliti dai fondamentali diritti umani", recita polemicamente l'articolo, che come sottolinea Repubblica è sicuramente stato letto e approvato dal vescovo Tettamanzi. E' solo uno dei tanti episodi di frizione tra un'amministrazione pubblica che interpreta, nelle città del nord, la domanda di ordine e sicurezza che viene dalla cittadinanza, e una certa Chiesa umanitarista e sociale che risponde con l'imperativo della tolleranza, suggerendo risposte ai politici e bacchettandoli ove necessario.

Succedeva anche a Verona (come ricorda Alfieri in "Nord terra ostile") con il precedente vescovo Carraro, francescano, di tendenze molto moderniste ed ecumeniche, e il precedente sindaco, il cattolico democratico Paolo Zanotto. Personaggi legati da una reciproca intesa che aveva portato la Curia a sostenere discretamente la candidatura Zanotto nel 2002. Un modello fallito: a Carraro è succeduto mons. Giuseppe Zenti, più tradizionalista, che appena arrivato ha definito la situazione della diocesi "se non tragica, drammatica"; e Zanotto è stato fatto a fettine alle elezioni 2007 dal candidato leghista, Tosi, che passato al primo turno con oltre il 60% dei voti.

C'è una partita importante che si gioca nel Nord Italia, tra due interpretazioni molto diverse del ruolo della Chiesa sul territorio, nell'assistenza alla popolazione locale. L'immigrazione, la sicurezza, la legalità ne sono capitoli fondamentali.

Tuesday, March 25, 2008

Comment votent les ouvriers


Fonte: sondaggio Demos & Pi per Coop. www.demosonline.it

Saturday, March 22, 2008

"L'amore che sono capace"

«Voglio questo figlio, voglio allevarlo e crescerlo con tutto l'amore che sono capace». E' la intensa poesia un po' sgrammaticata della giovanissima pordenonese che, come riferisce oggi il Gazzettino, vuole a tutti i costi fare nascere il bambino che è in lei, generato dalla relazione con un ragazzo albanese. Quindici anni, i suoi vorrebbero farla abortire ma lei si ribella. «Con papà e mamma ho sempre avuto un discreto rapporto, così mi sono confidata. La prima idea è stata quella di farmi abortire, ma io credo in Dio e nei principi della Chiesa. I miei genitori mi hanno insegnato che un figlio non si può "uccidere"».

Che brava e coraggiosa questa quindicenne. Oggi è nata una nuova Filumena Marturano.

Thursday, March 20, 2008

Ieri sera


Ieri sera è successo un altro piccolo miracolo, uno di quei segni splendidi disseminati nell'esistenza da un’intelligenza universale, da un amore unico. Stavo uscendo da un autobus, a Termini, e immerso in pensieri vari e banali andavo verso la fermata del tram che sta un paio di vie là dietro. Ho pensato a papà. Mi capita spesso, ma stavolta è stato piuttosto improvviso, appunto un attimo prima stavo pensando davvero a tutt’altro. Ho guardato certi palazzi lontani, in direzione di Piazza Vittorio, che arretravano nella penombra della sera, mentre invece il piazzale della stazione era così tutto illuminato; e la cosa mi ha messo inquietudine, come se al di là delle nostre piccole luci confortevoli ci fosse un buio ignoto e remoto. La domanda più semplice e più drammatica: dove sei papà? Un brivido e una lacrima. Volto appena lo sguardo: in quell’esatto istante, nello stradone che avevo appena attraversato, ecco, compare la sua macchina, la Lada Niva, dello stesso colore rosso sangue, quasi bordeaux, che aveva la sua. L’ho notata con la coda dell’occhio e mi sono fermato senza parole.
Quante macchine come quella, quanti altri gipponi sovietici, carrozzoni ingombranti e brutti, residui di un altro tempo, ci saranno in tutta Roma? Cinque? Dieci? Trenta...? Quante di quel colore, di quel tipo, in quel momento... Era forse la prima volta che ne vedevo una uguale a quella di papà da un anno o anche di più.
Quanta solitudine colmata, in certi essenziali momenti, solo che lo vogliamo. Ieri è successo.

Tuesday, March 18, 2008

Nordisti immaginari

Partito Democratico e questione settentrionale. Riuscirà Walter a conquistare i voti dei ceti produttivi del nord? A documentare l'impresa disperata c'è un libro di Marco Alfieri, "Nord terra ostile" (Marsilio).

Le suggestive parole d'ordine del libro: la secessione di velluto; il mito del gigantismo; una società a capitalismo diffuso; la religione della famiglia-impresa; la lombardovenetizzazione del centro Italia.

Su Terza Repubblica è online una mia breve recensione.

Saturday, March 15, 2008

Aggiunto link

E' DemCon Watch, un osservatorio accurato sulla strada per la convention dei Democrats, con sondaggi e analisi anche piuttosto inusuali (da lì ho appreso che il vantaggio di Hillary negli unpledged delegates è crollato da 100 a 30 nelle ultime settimane). Me lo suggerisce Andrea, amico veronese che per ammirevole masochismo che sfugge alla mia comprensione è andato a studiare in quella linda prigione che dicono essere Singapore.

Thursday, March 13, 2008

"Fine" di Prodi?


Il re è morto. Chi era il re? Romano Prodi sta lasciando la politica (ma non del tutto, e non per sempre), e i giornali si sono prodotti in una serie di analisi sul passato e futuro del prodismo come sistema.

1) Prima ci sono stati Fabio Martini sulla Stampa, e soprattutto Edmondo Berselli sulla Repubblica di lunedì scorso: "il prodismo", spiegava Berselli, è stato principalmente "una ciambella di salvataggio di fronte all'avanzata della destra". Dunque se ora l'alleanza ulivista concepita da Prodi scompare, è perché "è stato decostruito lo schema politico" su cui Prodi aveva fatto riferimento, "non c'è più bisogno di organizzare una resistenza alla destra". "E' l'ora di una tardiva secolarizzazione della politica".

2) Oggi sul Foglio parla Francesco Forte, che oltre ad essere stato ministro negli anni ottanta per il Psi craxiano è stato anche professore e intellettuale legato al dotto liberalismo piemontese. Raccontando delle circostanze in cui si trovò a conoscere Romano Prodi, Forte ne disegna un profilo di personaggio serio e acuto. Poi spiega come nacque e crebbe il prodismo e soprattutto i prodiani, attorno alla casa editrice bolognese del Mulino, che sotto Prodi si trasforma da editore liberale con lo sguardo ai cattolici a cattolico con lo sguardo verso i liberali. Avverte però Forte che tanto liberali, soprattutto nei metodi, i prodiani non si dimostrarono; e ripete che no, non siamo alla fine del prodismo. Anzi.

3) Intanto Dagospia pubblica le prime indiscrezioni su che fine faranno alcuni esponenti del clan prodiano, a cominciare da Claudio Cappon e da Maurizio Prato. E' una conferma di quanto dicono tanto Berselli che Forte sulla virtù tecnocratica di Prodi, grande esperto della gestione di pezzi di establishment, della mediazione tra gruppi di potere diversi; e, insieme, della stretta fedeltà politica che lega a lui i suoi diretti collaboratori. Vedi, ad esempio, la levata di scudi di Arturo Parisi alla notizia che Calearo festeggiava la fine imminente del governo; vedi la pronta difesa del fedelissimo Franco Monaco quando si è tentato di accostare prodismo e dossettismo.

Quelli a cui più dispiace che Prodi se ne vada, forse, sono i Radicali. Ci sono alcune ragioni: una, scontata, potrebbero essere i posti rilevanti che avevano avuto modo di occupare in questi due anni all'ombra del ministro Bonino, che non a caso è stata la più docile e meno problematica tra tutti gli alleati di Governo (lo ripete insistentemente Carlo); e non ci sarebbe niente di scandaloso, tranne che questo smentirebbe quanto si è sempre detto a proposito della "differenza" antropologica di Radicali e missini rispetto alle altre etnie politiche. L'altra è più profonda, e riguarda l'obiettivo, la missione che il prodismo, soprattutto in quest'ultima fase politica, si era dato: consolidare l'alleanza trasversale contro un certo tipo di cattolicesimo, a favore di un altro, più "moderno", permeabile e malleabile sul fronte dei valori. "Sono un cattolico adulto", disse con snobismo Prodi; il suo voto al referendum sulla Legge 40 fece scalpore, e così anche la difficile mediazione della cattolica Rosy Bindi a favore dei Dico. I Radicali a questo sistema si accodano volentieri, perché sentono che non è il momento di nuove battaglie sulla laicità, e dunque è meglio, tatticamente, consolidare e difendere quelle già combattute. Insomma: impossibile uno zapaterismo all'italiana, perdente in partenza di fronte al ricco e articolato tessuto cattolico della società, va bene anche il prodismo, che garantisce un sistema di valori molto aperto, quasi remissivo, in tema di diritti, di fronte alle richieste radicali.

"Il mondo è pieno di occasioni dove c'è gente che aspetta aiuto e pace", ha detto con i consueti accenti fanciulleschi e insieme un po' messianici Prodi stesso. Cioè si chiude una fase, anche per un parziale fallimento; ma se ne apre un'altra. Insomma. Prodi non è finito. Il prodismo nemmeno.

Sunday, March 09, 2008

Riassunto candidature

Ad uso e consumo (quasi) esclusivo del sottoscritto, cioè come puro promemoria elettorale. Vediamo di fare un po' il punto (molto incompleto) sulle strane candidature della strana campagna 2008:

PD

Uscito e rientrato Ceccanti, il costituzionalista, ora in lista in Piemonte; uscito ma non rientrato quel galantuomo riformista di Peppino Caldarola; niente ricandidatura per Antonio Polito, che però è tornato a dirigere il Riformista; capolista in Campania D'Alema, in Puglia l'ex ministro per le politiche agricole De Castro; molto eterogenee le liste in Veneto, dove si va dai liberali Morando (Senato) e Calearo (Camera) alla cattodem Bindi, al giacobino Felice Casson, a Maria Pia Garavaglia, vicesindaco di Roma, che è candidata anche in Lazio, dove capolista al Senato è Franco Marini.

PDL

Niente candidatura per Capezzone; Jannuzzi, storico socialista di Forza Italia, è fuori pure lui; dentro Santo Versace, sembra; i confindustriali: D'Amato ha detto no, Andrea Riello anche lui, ma suo cugino Ettore invece si candida in Veneto 2, così come l'avvocato padovano Pietro Longo; Vendemiano Sartor, presidente Confartigianato Veneto, è candidato in Veneto 1, mentre Giancarlo Galan è capolista al Senato. Confermato, con notevole assenza di novità interessanti, tutto lo stato maggiore di An. Candidate di peso: Eugenia Roccella, femminista con ripensamenti cattolici, Fiamma Nirenstein, giornalista filo-israeliana; Souad Sbai, agguerrita attivista dei diritti di origine marocchina, rigorosamente laica; il giornalista garantista Giancarlo Lehner. Si tratta sulla candidatura del figlio di Clemente Mastella, Pellegrino; Manuela Di Centa, friulana, candidata in Alto Adige, Michaela Biancofiore dall'Alto Adige paracadutata in Campania, Michela V. Brambilla dalla Brianza paracadutata in Emilia, Deborah Bergamini dal suo blog paracadutata in Toscana. Licia Ronzulli, che non si è capito se è la massaggiatrice del Cav. o semplicemente una "del suo staff medico", è candidata pure lei. La divina Mara Carfagna, infine, al terzo posto in Campania alla Camera dietro Berlusconi e Fini.

LEGA

Umberto Bossi è candidato alla Camera Piemonte 1, Roberto Calderoli invece , grande stratega parlamentare, riconfermato al Senato, sempre in quella regione; sempre al Senato, in Emilia Romagna dietro al capolista Castelli c'è Torri, e poi al terzo posto, quindi senza possibilità reali di essere eletta, il vicesindaco di Lampedusa Angela Maraventano (quella che chiedeva l'annessione alla Lombardia, credo).

SINISTRA

Fausto Bertinotti, candidato premier, è in lista a Roma, Franco Giordano in Toscana, Alfonso Pecoraro Scanio in Puglia; Diliberto ha rinunciato al posto in Piemonte per l'operaio della Thyssen Ciro Argentino (e ora che farà? qualcosa di simile a quello che già fa Piero Fassino nel Pd, probabilmente, e cioè l'instancabile animatore); Rita Borsellino è capolista al Senato in Emilia Romagna, e dopo di lei viene Paolo Cento, rotondeggiante politico dei verdi; è saltata in Alto Adige la candidatura di Marco Boato, sembra a causa di un veto di Rifondazione, ed è un gran peccato;

VARIE ED EVENTUALI

La Marini (Valeria) forse scende in campo "a difendere i diritti delle donne"; Franco Grillini, storico rappresentante del movimento gay, deluso dal Pd è candidato coi socialisti di Boselli, ma a sindaco di Roma; gli stessi socialisti hanno offerto simbolicamente un posto nelle liste a Mastella, per solidarietà primorepubblicana tra reciproci esiliati politici, ma Mastella pur ringraziando non ha accettato, e Boselli si è mostrato molto comprensivo.

Saturday, March 08, 2008

Un pomeriggio come tanti

Piazza Farnese, 15.30. Giovanni Lindo Ferretti ha cominciato già, canta e parla, è musica e poesia. Dice cose intense e ispirate, forse doveva candidarsi lui. Ci sono i foglianti sul palco, Crippa, Meotti, poi vengono anche la Valensise, Pace; c'è Giuliano che parla anche lui, "non siamo eroici ma ragionevoli", e "sono edonista e mangione", e il resto è parte della consueta prosa antiabortista. Ci siamo noi del pubblico, io e l'amico Billi, pochi ma buoni come si dice, 200-300, facciamo anche 500, e tra noi quel genio solitario di Vincino e quell'altro genio scurrile di Andrea Marcenaro. "Andrea, ci fai ridere, ma con disincanto, senza pretese, come è giusto", gli dico. "Grazie... Di dove siete... Massa Marittima? Cortina? Ah voi cortinesi, montanari, lontani, un po' tirolesi... Ciao bello, ciao, stammi bene". Ci sono le femministe ragionevoli, e quelle un po' irragionevoli che gridano e schiamazzano dalla via là vicino; ma sono poche, per quanto rumorose, arrivano passano e vanno via, senza lasciare il segno, come i tagli che ti fai d'estate, come i graffi del gatto. Un amico mi scrive: "tutto bello ma il foglio 1.0 è altrove. A Piazza Farnese è solo goliardia". Può essere ma in questa piazza illuminata e allegra, sotto il cielo scuro che minaccia la pioggia, è bello esserci. Io intanto ripenso a Filumena Marturano e alla sua splendida orazione pro-life fatta col core della donna di popolo, e la ragione antica di una religione che non invecchia.

Friday, March 07, 2008

Lontano, lontano



Le vesti lunghe e leggere, cinte ai fianchi, bianchissime, delle signore, provenienti dai negozi parigini. Gli uomini nelle loro uniformi, spesso marinaresche. Bambini che si riconcorrono, che fanno i circoli attorno ai grossi tronchi della taiga, che si buttano a terra, con grazia saltellano su un piede solo. Immagini di vacanze al mare, l'estate breve e fresca del Baltico forse, o quella della Crimea, quasi mediterranea. Una parata regale, i saluti della zarina Alexandra, cenni veloci del capo, e davanti i preti ortodossi che incedono severi - possiamo quasi vedere brillare gli ori delle tuniche, anche nel bianco e nero. Ecco Anastasia, Tatiana, Olga, Maria, Alessio: salgono su una carrozza, coi genitori. Poi la vettura parte, veloce esce di scena. Dove va?
Brevi frammenti dispersi nel tempo. Un mondo inconsapevole, fragile, aristocratico, che danza verso la catastrofe, gioca col proprio destino. C'è una incredibile poesia, una cosa struggente, malinconica, quasi surreale, nelle immagini dei Romanov, e nella loro fine consumata nel tumulto rivoluzionario (la penultima cruda immagine è la parete della stanza di casa Ipatiev a Ekaterinburg bucherellata dai colpi che uccisero i membri della famiglia). Ho trovato questo video su YouTube che unisce immagini e brevi filmati, è bellissimo. La zuccherosa colonna sonora è quella di Titanic, portiamo pazienza.

Saturday, March 01, 2008

Dedicato a voi (e ai vostri anagrammi)

Nei lunghi tempi morti, negli intercity polverosi che si arrampicano sull'Appennino, nelle pause-studio dilatate fino a durare il doppio dello studio stesso, insomma nei piccoli interstizi della quotidianità, ho fatto l'anagramma dei nomi e cognomi di alcuni amici padovani e non solo. I frequentatori assidui del blog si riconosceranno. (E' anche un piccolo omaggio a voi che avete condiviso con me questi quattro anni allegri e un po' incoscienti, belli perché nutriti di vera amicizia... ve ne sono grato, davvero).

Si comincia con la Claudietta, che può diventare l'esotica Dorilla Ucacotua, la famosa cioccolataia Tullia Durocacao, oppure assumere le sembianze un po' ingombranti e animalesche di Laura Odilotucca o Lucia Taurocaldo. Matilde, invece, amica cortinese, ama reincarnarsi nell'intrigante barista slovacca Melita Chelsudich, nella diva della Costa Azzurra Cécilia Du Helsh, o anche, perché no, nella nota cantante pop Mitica Chedullesh...

Carlo invece è noto anche come Renato Clemegna o Marco Lagentene, ma anche con il nome del bel tenebroso Ramon Gentelace, e chi non lo conosce; oppure a volte prende le sembianze della gentile impiegata bellunese Lorena Cementag, o della sua amica Marta Clorengene, famosa proprietaria di impianti natatori.

La Beatrice ha una sola collega, quella furba della Erica Zibbastuzie; idem per Stanilla, che ha lasciato in Polonia la sua conterranea Luisella Stanchich. Mentre Guja ogni tanto va a trovare Gulasch Chejui - di sesso ignoto -, a Budapest ovviamente, o il puzzolente Scag Huchieluj, di origini ignote per fortuna, o quella zozzona cagliaritana di Succhia L'Ughej.

Ettore è pieno di sosia improbabili. E non solo l'anonimo Franco Egattea e il rancoroso Renato Fegatac, ma anche quello strambo di Nereo Cafagatt, il qualunquista trevigiano Tacagno Fréate (un evasore del fisco, possiamo giurarci), o la sapiente Atena Crefagot... perché dobbiamo parlare degli impresentabili Fetore Cagnata e Argento Fecata, del serial killer Feroce Ganatta? O della vezzosa Garofanetta Cè, della povera Frocetta Anega, o di quel losco marpione che risponde al nome di Ateo Fregna Aca (chiaramente un romanaccio sospeso tra Porta Pia e il bordello della zona)?

Le equivalenti della Ludo, invece, veleggiano a ben altri livelli. Roba che conta: la elegante Donatella Cavallini De Vu, ad esempio, o l'anziana ereditiera Lionella Atavica De Lund, addirittura la famosa prostituta d'alto bordo Clotilde Vulva De Nailana!

Con Pavel si va sull'internazionale (e c'era da chiederlo): il suo preferito è sicuramente l'abbronzatissimo surfista californiano Ken Speillazevy. Ma se passate per Cracovia fate un salto dal grigio burocrate Ivan Pylsekzel, che solo a pronunciarlo vi è già passata la voglia di conoscerlo.

Riccardo detto Welrik, compagno di blog, si trasforma volentieri in Tancredi Bruciove, che a forza di erre moscia l'hanno pure battezzato così, o anche nell'enigmatico libanese Cirano Cved-Beirut, o in quel vecchio compagnone di Benito Verduricc! Dalle parti di Valdobbiadene sta anche il noto produttore Rudi Vinaceto, mentre è ormai leggenda la contessa rumena Beatrice Von Drincu, e le sue sbronze al chiaro di luna.

Gemelle ingombranti per la Giugi (Giulia, mia cugina), detta anche Liliana Vortussegi, o Luisa Ventosa Girli, e conosciuta nei night club milanesi come Trilli Von Aiagesus (tra il sacro e il profano), per non parlare della provocante Vania Gluteo Liriss... o della povera Vaginite Sol-Si-Urla!

Ma la Musa ispiratrice degli anagrammi, la regina incontrastata dei sosia enigmistici, insomma la vera vincitrice è lei, la Laura. Una caterva di alter ego. Possiamo cominciare con la insipida Michela Radura, ad esempio, o con l'anonima Daria Chelurma, per continuare con la caliente madrilena Carmela Hurida, con la misteriosa spia iraniana Clara Ahmirued, con la danzatrice argentina Marica De Rauhl, o con la dubbia Amalia Durcher (francese o friulana? dipende da come lo pronunci). Ma siamo solo all'inizio. Pensate infatti alla fiera contadina sarda Leda Marachiru; o a sua cugina, quella poco di buono di Chimera Ladrau; all'antipatica Acida Rumahler, certamente un'insegnante di piano, con morbidi richiami asburgici; o all'indefessa lavoratrice Crumira De Alah; per passare all'altro sesso con l'altero Adelchi Maurra o il brigante veronese Rudi Marachela; ma la Laura è conosciuta anche, udite udite, come Arachide Malur, Malaria Chedur, la tremenda Crudelia Harma; e, infine, la povera, emarginata, Chiara Merdula.

Saturday, February 23, 2008

"Cronache sociali" e quel che ne rimane

Presentata a Roma l’antologia della storica rivista dei dossettiani. Sono i padri del prodismo? Su Terzarepubblica.it è online una mia breve recensione di "Le 'Cronache Sociali' di Giuseppe Dossetti".

Friday, February 22, 2008

Ma il Pd...?

Fino a dieci giorni fa sembrava che la "vocazione maggioritaria" di Walter e Company fosse reale ed effettiva: le cose si mettevano bene, e promettevano meglio. Lo scrivevo su Agenda Liberale. Adesso viene fuori che a) il Pd correrà con il partito di Di Pietro, non esattamente un esempio di riformismo e visione serena e non demagogica dell'uso della giustizia; b) nel Pd faranno ingresso almeno 8 o 9 radicali, che non si vede come potranno andare d'accordo con un certo popolarismo (già Castagnetti storce il naso) e con i cristiani attivi Bobba, Binetti, Carra, eccetera; c) capolista al senato del partito sarà Umberto Veronesi, e anche lui si trova distinto e distante su certe delicate questioni da buona parte dell'ex Margherita e del suo elettorato; d) per non ben specificate ragioni, questa operazione di inclusione ed esclusione lascia fuori i socialisti.

Hanno un bel dire Veltroni e, in parte, Berlusconi, che i cosiddetti "temi etici" devono restare fuori dalla campagna elettorale. A parte che se ci entrarono dalla porta, negli anni Settanta, non si vede perché ci debbano uscire dalla finestra oggi; e poi queste cose non le decidono le segreterie dei partiti, ma vengono direttamente dall'urgenza delle situazioni, da quel misterioso intruglio che si chiama spirito del tempo, come insegna Albert Camus nell'intestazione del blog. In una qualche misura si autoimpongono, e meno male che è così. Per questo non è pensabile ritornare all'economismo asciutto degli anni '90, del Meno Tasse Per Tutti e delle liberalizzazioni. Il Pd fa le sue scelte, ma in realtà decide di non decidere. E le cose si ingrigiscono...

Tuesday, February 12, 2008

Campaign 2008, si accettano suggerimenti

Ho aggiunto una breve e incompleta lista di link alla colonna di destra. Oltre ai siti internet dei quattro candidati ancora in corsa - Obama, Hillary, McCain, Huckabee - c'è l'immortale blog di Christian Rocca, Camillo; il Channel 8 di Washingtonpost.com, che è una costante rassegna di political ads curata dal più fico giornale americano; la pagina dedicata alle presidenziali di Gallup, che sforna un sondaggio al giorno; On the issues, risorsa meravigliosa per capire "what do candidates stand for", praticamente su ogni tema (là, ad esempio, ho appreso che Obama è pro-choice ma antiabortista); gli O'Reilly talking points, la trasmissione quotidiana del cattivissimo opinionista conservatore su Fox News; Real Clear Politics, che raccoglie sondaggi ed exit-poll da tutta la rete, oltreché seguire l'evoluzione del numero dei delegati eccetera eccetera; i siti web di tre giornali comunque irrinunciabili, New York Times, Wall Street Journal e Washington Post. Ripeto, se qualcuno ha qualcosa di bello e buono da aggiungere, il menu è a vostra disposizione.